Come conoscere l’esito del test di lingua italiana per gli stranieri?

Considerando il numero in aumento di domande sull’esito (risultato) del test di lingua italiana per gli stranieri, ho il piacere di postare dal sito del Ministero dell’Interno:

Come conoscere l’esito del test?

■ Il risultato del test è inserito dalla Prefettura nel sistema informativo del Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del Ministero dell’Interno
■ lo straniero può verificare l’esito del test accedendo via web all’indirizzo http://tesitaliano.interno.it e consultare il risultato conseguito
■ in caso di esito negativo, lo straniero può ripetere la prova ed effettuare un’altra richiesta per sostenere di nuovo il test
A fronte del superamento del test non viene rilasciato alcun attestato.

E se lo straniero è già in possesso di una buona conoscenza della lingua italiana?

L’articolo 4 del Decreto del 4 giugno 2010 individua i casi in cui non è necessario effettuare il test della lingua italiana e per i quali lo straniero dovrà presentare adeguata documentazione a supporto nella richiesta per il rilascio del permesso di soggiorno CE per soggiorni di lungo periodo.
Non deve sostenere il test lo straniero in possesso di:
■ attestati o titoli che cerifichino la conoscenza della lingua italiana ad un livello non inferiore al livello A2 del QCER
■ titoli di studio o titoli professionali (diploma di scuola secondaria italiana di primo o secondo grado oppure certificati di frequenza relativi a corsi universitari, master o dottorati)
■ attestazione che lo straniero è entrato in Italia secondo quanto previsto dal Testo Unico e svolge una delle attività indicate nelle disposizioni del Testo Unico ai sensi dell’art. 27, comma 1, lettere a), c), d), e) e q)
Lo straniero affetto da gravi limitazioni alla capacità di apprendimento linguistico derivanti dall’età, da patologie o handicap dovrà allegare, alla documentazione richiesta, la certificazione rilasciata dalla struttura sanitaria pubblica.

Se l’esito del test è positivo o se lo straniero attesta che è già in possesso di una buona conoscenza della lingua italiana?

Il test si svolge con modalità informatiche. Su richiesta dell’interessato, il test può essere svolto per iscritto.
Lo straniero può presentare la domanda e la Questura, verificati tutti gli altri requisii richiesi, rilascia il permesso di soggiorno CE per soggiorni di lungo periodo.

 

Pubblicato in: on 14 dicembre 2011 at 16:33  Lascia un commento  

Concessione della cittadinanza italiana (2)

Data la continua richiesta di informazioni in merito alla concessione della cittadinanza italiana, ho trovato il modulo per la richiesta che sicuramente offrirà delucidazioni:

 

MODELLO B
Articolo 9, comma 1, legge 5 febbraio 1992, n. 91 e successive modifiche e integrazioni
□ Lett. a (3 anni di residenza legale, per chi è nato in Italia o è ascendente in linea retta di cittadino italiano entro il II° grado)
□ Lett. b (5 anni di residenza legale, per lo straniero maggiorenne adottato da cittadino italiano)
□ Lett. c (5 anni alle dipendenze dello Stato italiano)
□ Lett. d (4 anni di residenza legale, per il cittadino di uno Stato U.E.)
□ Lett. e (5 anni di residenza legale per l’apolide o il rifugiato – combinato disposto art. 16 c.2)
□ Lett. f (10 anni di residenza legale per il cittadino straniero)
Al Signor Presidente della Repubblica
per il tramite del Prefetto di _________________________________________________________________________
_L_ sottoscritt_ (cognome)____________________________________________________________
(nome)_______________________________________________________________
sesso (M/F)_____ nat_ il ___/___/_____ a (città)____________________________________________________________
(Stato)_____________________________________
Cod. Fiscale
cittadin_____________________________________________________________________________
(indicare la cittadinanza o la condizione di apolidìa)
figlio di
(paternità) ______________________________________________________________________
(Cognome, nome e cittadinanza)
e figlio di
(maternità) ______________________________________________________________________
(Cognome, nome e cittadinanza)
residente a (città)____________________________________________prov.__________________
via_____________________________________________________n.________dal____/____/____
tel. _____________________________________________________________
in possesso del seguente titolo di studio_________________________________________________
(indicare il titolo di studio)
(Timbro di accettazione Prefettura)
(Bollo) 2
di stato civile _____________________ con __________________________________________
(coniugato/a-vedovo/a-stato libero) (cognome e nome)
____________________________ sesso (M/F) _______nat_ il (data di nascita) ____/____/_____
a (città) __________________________ (Stato) __________________________________________
residente a (città)_________________________________________________ prov. ___________________
Stato _________________________________ via _________________________________ n. ___________
cittadin _________________________ (indicare la cittadinanza o la condizione di apolidia)
attività svolta ____________________________________________________________________________
(1) (indicare come riportato in nota)
(1): agricoltore, agronomo,, architetto, artigiano, artista, autista, avvocato, bracciante, cameriere, casalinga, chimico, collaboratore
domestico, commercialista, commerciante, consulente commerciale, consulente turistico, cuoco, disegnatore, farmacista, fotografo,
geometra, giornalista, impiegato, industriale, infermiere, ingegnere, insegnante, interprete, manovale, marittimo, meccanico, medico,
operaio, pensionato, perito, pittore, portiere, prof. universitario, ragioniere, rappresentante, regista, religioso, ricercatore, sportivo,
studente, altro.
in possesso di regolare titolo di soggiorno n.________________________ rilasciato dalla Questura
di_______________________________ in data ____/____/______per il seguente motivo_________
__________________________________________________ con validità fino al ____/____/_____
altro ____________________________________________________________________________
Eventuali indirizzi all’estero a partire dall’età di 14 anni:
1) (Stato, città, via e numero civico) __________________________________________________________
____________________________________________ per il periodo dal ___/___/____ al ___/___/____
2) (Stato, città, via e numero civico)___________________________________________________________
___________________________________________ per il periodo dal ___/___/____ al ___/___/____
3) (Stato, città, via e numero civico)__________________________________________________________
_______________________________________ per il periodo dal ___/___/____ al ___/___/____
Ha effettuato i seguenti movimenti migratori da e per l’Italia:
primo ingresso in Italia in data ___/___/_____ prima uscita dall’Italia ___/___/____
successivo ingresso in Italia in data ___/___/___successiva uscita dall’Italia in data ___/___/___
ultimo rientro in Italia in data ___/___/___
Riconosciuto rifugiato dalla Commissione Nazionale per il diritto di asilo
in data ___/___/_____ (compilare solo nel caso in cui si sia ottenuto lo status di rifugiato).
Riconosciuto apolide: con certificazione amministrativa in data ____/___/___
: con pronuncia dell’Autorità Giudiziaria in data ___/___/____ 3
C H I E D E
La concessione della cittadinanza italiana ai sensi dell’ Articolo 9, comma 1, della legge 5
febbraio 1992, n. 91 e successive modifiche e integrazioni
DICHIARA
A. di essere attualmente iscritto nei registri dell’anagrafe della popolazione residente del Comune italiano di
_________________________________ prov._________ a decorrere dal ___/___/_____ al seguente indirizzo
__________________________________, nonché di essere stato iscritto, durante la sua permanenza in Italia,
nei registri anagrafici della popolazione residente del/i Comun_ sottoelencat_ a seguent_ indirizz__;
1) (città,via e numero civico) _________________________________________________________________
________________________________________ per il periodo dal ___/___/___ al ___/___/____
2) (città, via e numero civico) _________________________________________________________________
________________________________________ per il periodo dal ___/___/___ al ___/___/____
3) (città, via e numero civico) ________________________________________________________________
________________________________________ per il periodo dal ___/___/___ al ___/___/____
4) (città, via e numero civico ) ________________________________________________________________
________________________________________ per il periodo dal ___/___/___ al ___/___/____
altro ____________________________________________________________________________________
Qualunque variazione di residenza o domicilio, anche temporanea, deve essere tempestivamente
comunicata alla Prefettura presso la quale è stata presentata l’istanza. 4
B. che il proprio nucleo familiare è così composto:
coniuge __________________________________________________________________________________
(cognome e nome) nato a data a carico
figlio
_________________________________________________________________________________________
(cognome e nome) nato a data a carico
figlio
_________________________________________________________________________________________
(cognome e nome) nato a data a carico
figlio
_________________________________________________________________________________________
(cognome e nome) nato a data a carico
figlio
_________________________________________________________________________________________
(cognome e nome) nato a data a carico
altri familiari _____________________________________________________________________________
(indicare il grado di parentela e quali sono a carico del richiedente)
C. Relativamente alla propria POSIZIONE GIUDIZIARIA dichiara, altresì:
 di non aver riportato condanne penali in Italia, neanche ai sensi dell’art. 444 c.p.p.(cd. Patteggiamento);
 di aver riportato condanne penali in Italia (1), o pene ai sensi dell’art. 444 c.p.p.(cd. Patteggiamento);
 di non essere sottoposto a procedimenti penali;
 di essere sottoposto a procedimenti penali (2)
(1): indicare l’Autorità Giudiziaria Italiana territorialmente competente che ha pronunciato la/le sentenza/e di
condanne penali:
________________________________________________________________________________________________
(2): indicare l’Autorità Giudiziaria Italiana territorialmente competente che ha promosso l’azione penale:
________________________________________________________________________________________________ 5
D. di aver percepito negli ultimi 3 anni i seguenti redditi per i quali ha assolto i relativi obblighi fiscali:
anno ________ reddito euro ____________________
tramite: CUD 
Mod. 730 
UNICO  presso l’Agenzia delle Entrate di __________________
anno ________ reddito euro ____________________
tramite: CUD 
Mod. 730 
UNICO  presso l’Agenzia delle Entrate di __________________
anno ________ reddito euro ____________________
tramite: CUD 
Mod. 730 
UNICO  presso l’Agenzia delle Entrate di __________________
di essere titolare di beni immobili in Italia : si  no  all’estero: si  no 
D1.da compilare in mancanza di reddito proprio
di essere fiscalmente a carico di: _______________________________________________________
(cognome e nome)

_____________________________________________________________ _____/___/_____
(nato a ) (data di nascita)
___________________________________ che negli ultimi 3 anni ha percepito i seguenti redditi dichiarati ai
(grado di parentela) fini fiscali
anno ________ reddito euro ____________________
tramite: CUD 
Mod. 730 
UNICO  presso l’Agenzia delle Entrate di __________________ 6
anno ________ reddito euro ____________________
tramite: CUD 
Mod. 730 
UNICO  presso l’Agenzia delle Entrate di __________________
anno ________ reddito euro ____________________
tramite: CUD 
Mod. 730 
UNICO  presso l’Agenzia delle Entrate di __________________
E. Dichiara di autorizzare le competenti Autorità del proprio Stato di appartenenza o degli Stati esteri di
residenza, a rilasciare tutte le informazioni eventualmente richieste, attinenti la propria condotta,
personalità, eventuali precedenti e pendenze penali verificatisi durante il suo soggiorno in Patria e
all’estero, alle Autorità diplomatico-consolari italiane accreditate presso quello Stato.
Il sottoscritto autorizza il trattamento dei dati forniti limitatamente al procedimento amministrativo
attivato con la presente domanda, ai sensi della legge n.675/1996 e successive modifiche e integrazioni.
Data ____/____/______
FIRMA _____________________________________________________
(sottoscrivere in presenza del dipendente addetto che riceve l’istanza ovvero da
sottoscrivere e inviare unitamente a copia fotostatica non autenticata di un
documento d’identità)
N.B. Il modulo deve essere compilato a cura del richiedente la cittadinanza in tutte le sue voci, escluse quelle di cui
non risulta destinatario, possibilmente a macchina o in carattere stampatello. 7
ELENCO DOCUMENTI ALLEGATI
1. estratto dell’atto di nascita completo di tutte le generalità;*
2. certificato penale del Paese di origine e degli eventuali Paesi terzi di residenza;*
3. certificato/i storico/i di residenza;
4. titolo di soggiorno;
5. certificato del casellario giudiziale e dei carichi pendenti;
6. stato di famiglia;
7. modelli fiscali (CUD, UNICO, 730) relativi ai redditi percepiti negli ultimi tre anni;
8.  ricevuta di versamento del contributo di € 200,00;
9. certificato di cittadinanza italiana del genitore o dell’ascendente in linea retta fino al
II°grado; (art.9,c.1,lett.a);
10. sentenza di adozione rilasciata dal Tribunale (art.9, c.1,lett.b);
11. documentazione relativa alla prestazione del servizio, anche all’estero, alle dipendenze dello
Stato (art.9,c.1,lett.c);
12. certificato di riconoscimento dello status di apolide o dello status di rifugiato;(art.9 c.1,
lett.e) – art.9 comma 1 lett.e) e art.16 comma 2);**

* Gli atti di cui ai punti 1) e 2) dovranno essere legalizzati dall’Autorità diplomatica o consolare italiana presente nello Stato di formazione,
salvo le esenzioni previste per gli Stati aderenti alle Convenzioni internazionali. Gli atti dovranno altresì essere debitamente tradotti in lingua
italiana dalla suddetta Autorità ovvero, in Italia, dall’Autorità diplomatica o consolare del Paese che ha rilasciato l’atto (in questo caso la firma
del funzionario straniero dovrà essere legalizzata dalla Prefettura competente), oppure da un traduttore ufficiale o da un interprete che ne
attesti con le formalità previste la conformità al testo straniero.
**In mancanza del documento di cui al punto 1) l’interessato potrà produrre atto di notorietà formato presso la Cancelleria del Tribunale
territorialmente competente, recante l’ indicazione delle proprie generalità nonché quelle dei genitori. Per i certificati di cui al punto 2)
l’interessato potrà produrre una dichiarazione sostitutiva di certificazione in cui attesti, sotto la propria responsabilità, di non avere riportato condanne penali né di avere procedimenti penali in corso nel proprio Paese di origine e degli eventuali Paesi terzi di residenza.

In bocca al lupo!

Pubblicato in: on 23 giugno 2011 at 17:25  Lascia un commento  

La traduzione giurata – asseverazione

Una traduzione giurata dal romeno all’italiano o dall’italiano al romeno è una traduzione elaborata dal traduttore giurato con l’apposizione in calce del timbro, della firma (convalidante) e della dichiarazione attestante che la traduzione è stata eseguita in modo completo e corretto al solo scopo di far conoscere la verità (il giuramento).  I tribunali riconoscono le traduzioni giurate solo di traduttori in possesso di qualifiche o competenze dimostrabili.

Una traduzione giurata dal romeno all’italiano o dall’italiano al romeno è una traduzione elaborata dal traduttore giurato con l’apposizione in calce del timbro, della firma (convalidante) e della dichiarazione attestante che la traduzione è stata eseguita in modo completo e corretto al solo scopo di far conoscere la verità (il giuramento).  I tribunali riconoscono le traduzioni giurate solo di traduttori in possesso di qualifiche o competenze dimostrabili.

La traduzione giurata o asseverazione viene richiesta se questa deve essere fatta valere ufficialmente innanzi ad un ente pubblico (per esempio in Prefettura per ottenere la cittadinanza). Può trattarsi di un certificato di nascita o di matrimonio, un diploma, un casellario giudiziario, un estratto della camera di commercio, un contratto o una sentenza legale. La traduzione dovrà essere resa su carta bollata e la firma del traduttore dovrà essere autenticata da un pubblico ufficiale, in genere il Cancelliere del Tribunale o il Giudice di Pace. Se il documento deve essere fatto valere all’estero o presso ambasciate e sedi consolari estere, la traduzione richiede anche la legalizzazione con l’apposizione di una Apostille (Apostille dell’Aia o altra convenzione riconosciuta a livello internazionale) firmata dal Procuratore della Repubblica.

Oltre al giuramento, occorrerà l’applicazione delle marche da bolla da € 14,62 cadauno ogni 4 facciate ovvero ogni 100 righe incluso il modulo di giuramento, a cominciare dalla prima pagina della traduzione.

GENOVA – UNA SERATA DEDICATA ALLA POESIA ROMENA

SAVE0247

Liliana Porro Andriuoli

Girovagando in Internet, mi sono trovata davanti a una pagina, anzi bellissima pagina di poesia rumena e anche se è passato del tempo dall’evento, non mi sono potuta trattenere dal chiedere il permesso al titolare del blog per ripubblicare l’articolo non tanto per l’evento in sé quanto per la bellezza delle poesie scelte che tanto ricorderanno  i tempi della scuola della maggior parte dei rumeni.  Auguro a tutti voi una buona lettura e ringrazio la signora

Rosa Elisa Giangoia per la gentile concessione.

Parte prima: I poeti

Giovedì 18 giugno 2009 alle ore 18, al Porto Antico di Genova, si è svolta un’interessante e originale manifestazione poetica (non solo una semplice recita di poesie, dal momento che sono stati cantati anche alcuni testi, insieme ad alcune canzoni), organizzata dalla locale Biblioteca Berio, che ha visto coinvolta, durante l’undicesima edizione del SUQ, Festival delle Culture, l’Italia accanto alla Romania. Sono state infatti in questa occasione affiancate ad alcune poesie dei maggiori rappresentanti della poesia romena quelle di quattro poeti liguri (tutti legati al “Gatto certosino”), i quali hanno avuto la ventura di “emigrare”, qualche anno fa, con le loro poesie in terra di Romania.
Ma, per non togliere al lettore il piacere della sorpresa, è meglio non fare alcuna anticipazione e vedere invece per grandi linee come si è svolta la manifestazione, anche perché, a dire il vero, gl’ indiscussi protagonisti della serata sono stati i poeti più rappresentativi della letteratura romena.
Per prima ha preso la parola la dr.ssa Alberta Delle Piane della Biblioteca Berio, illustrando l’iniziativa e presentando il conduttore dell’incontro, Bruno Rombi, noto poeta genovese, saggista, critico letterario, conosciuto sia in Italia che in Romania e, last but not the least, anche pittore.
Molti sono i libri di Bruno Rombi, sia in poesia che in prosa, che sono stati tradotti in lingua rumena; per citare solamente qualche titolo ricordiamo, fra le sue raccolte poetiche tradotte:
Oltre la memoria/Dincolo de memoria, Craiova, 1991; L’arcano universo/Universul de Taina, ivi, 1996; Otto tempi per un presagio/Opt timpi o presimtire, Piatra Neamt, 1999 e il recente Come il sale/Precum sarea, ivi, 2007.
Nella sua prolusione Bruno Rombi, ha dapprima fatto un cenno ad alcune esperienze personali, collegate ai suoi frequenti viaggi in Romania, segnati dal fascino che hanno esercitato su di lui alcuni paesi visitati, dal ricordo della squisita gentilezza e ospitalità incontrata presso i loro abitanti, dalle immense distese di campi coltivati a granturco e a colza, dall’ascolto delle suggestive musiche tzigane e dai mistici monasteri ortodossi, spesso situati in oasi di vera pace. Rombi è passato poi a ricordare come l’amicizia con Stefan Damian, professore di Letteratura Italiana all’Università di Cluj, lo abbia enormemente stimolato ed aiutato nell’apprendimento diretto della lingua locale (piuttosto difficile per noi italiani, seppure appartenente allo stesso ceppo neo-latino): la conoscenza della lingua romena si è rivelata per lui una conquista utilissima, in quanto gli ha permesso di gustare nell’originale alcune delle più belle pagine della letteratura e, in particolare, della poesia di quel paese, ancora legato alla romanità, nel simbolo della memoria dell’imperatore Traiano.
Lucian_BlagaNel ricordare il Festival Internazionale di Poesia in onore di Lucian Blaga (1893–1961) il conduttore ha detto fra l’altro come in più occasioni, sia in Romania che in Italia, si sia personalmente occupato di Blaga, il più grande poeta romeno del ‘900, e come gli sia capitato di raffrontare la sua opera poetica con quella dei suoi due contemporanei italiani, Montale e Quasimodo.
A questo punto Miruna Stefanescu ha tracciato un breve profilo critico di Lucian Blaga. Filosofo e letterato, “è stato il poeta che, per la sua vasta cultura anche mitologica, più si è accostato ai poeti italiani, dimostrando la stessa dialettica tra la natura e la cultura che troviamo nei grandi poeti italiani, da Carducci a Ungaretti, fino a Montale e a Quasimodo”. Dopo un primo contatto con la terra, con il villaggio e con il folclore locale, è seguita per Blaga l’iniziazione culturale, che gli ha permesso un ritorno alla natura più consapevole e maggiormente arricchito, sì da porsi di fronte ad essa in modo più problematico e con “domande molto più complesse, come quella sulla relazione tra l’essenza dell’uomo e l’essenza delle cose”. La risposta è stata quella meravigliosa sensazione, unica ed irrepetibile, una vera rivelazione mitica, che solo un’autentica opera d’arte può provocare in un uomo. “Il merito del linguaggio poetico di Blaga, ha proseguito Miruna, consiste nel sapersi liberare della sovrabbondanza lessicale dei suoi contemporanei, rimanendo sempre teso tra l’espressionismo di Rilke e l’espressionismo del folclore romeno”. Di Lucian Blaga la brava Raluca Mihailla ha letto, sia in lingua originale che nella traduzione italiana (opera di Stefan Damian e Bruno Rombi), la poesia EU NU STRIVESC COROLA DE MINUNI A LUMII/ IO NON DISTRUGGO LA COROLLA DEI MIRACOLI (PRODIGI) DEL MONDO.
(I testi nelle due versioni, italiana e romena, sia della poesia di LUCIAN BLAGA come di quelle di tutti gli altri poeti saranno riportati nella seconda parte dell’articolo.)
Nel proseguire il suo discorso Bruno Rombi ha poi tracciato un rapido quadro della poesia romena, ricordando tra gli altri i poeti: Nicolae Iorga (1871–1940), fondatore della rivista Samanatorul/Il seminatore e poliglotta dalla vastissima erudizione; Emil Garleanu (1878-1914), autore di fini bozzetti ispirati al mondo contadino e a quello degli animali; Mihail Sadoveanu (1880-1961), autore di un affresco della patriarcale e idillica Moldavia dall’epoca di Ion Neculce (fine del 1600) ai giorni nostri; Octavian Goga (1881-1938), il quale fece parte del movimento nazionale romeno della Transilvania che nei primi anni del Novecento si batté per staccare la regione dall’Impero Asburgico ed unificarlo alla Romania; e ancora: il simbolista Ion Minulescu (1881-1944);Nichifor Crainic (1889-1972), il quale promosse la rivalutazione della cultura nazionale ortodossa del mondo bizantino orientale e Ion Pillat (1891-1945) traduttore di Jammes.
Sono stati poi nominati Tudor Arghezi (pseudonimo di Ion Teodorescu, 1880-1970), autodidatta, poeta dai versi pervasi da un’impronta inconfondibilmente realistica, ispirati spesso ad un appassionato e contraddittorio rapporto con il divino; Adrian Maniu (1891-1968) lirico assorto e sereno, con un’ispirazione prevalentemente naturalistica e infine ancora Lucian Blaga, di cui è stato già detto sopra.
eminescu_1Non si poteva a questo punto non dedicare un momento di attenzione al grande MIHAIL EMINESCU (1850–1889) che, in virtù della “ricchezza delle idee e dei sentimenti” di cui è portatore, è considerato il padre della letteratura romena e il creatore della lingua letteraria romena. Come ha ben illustrato la brava Miruna, “le sue opere più importanti sono legate alle concezioni romantiche che oppongono il bene ed il male e alle sue idee progressiste, ma suoi frequenti temi sono anche l’amore e la natura. EMINESCU ha inoltre amato senza riserve la bellezza della vita ed ha cercato di immetterla nei suoi versi”. Tradotto in più di sessanta lingue, non è però un poeta molto conosciuto in Italia.
L’armoniosa voce di Monica Andrasescu ha cantato alcune delle 99 quartine di cui si compone LUCEAFARUL, la poesia più significativa di Mihail Eminescu, considerata un vero e proprio capolavoro della letteratura romena. Per il pubblico italiano (che attentissimo ha ascoltato sotto il tendone del SUQ la melodia di quei versi), la brava Monica ne ha anche commentato il significato. Sia i versi rumeni che il commento di Monica sono integralmente riportati nella seconda parte dell’articolo.
Delle altre due poesie di Eminescu in programma, la prima CE TE LEGENI?…/PERCHÉ ONDEGGI? (traduzione italiana di Geo Vasile) è stata letta in entrambe le lingue dalla bella e calda voce di Dora Dombyi; a leggere, invece,INGER DE PAZ/ANGELO CUSTODE nella versione romena è stata nuovamente la nostra Monica, mentre Bruno Rombi ha letto il testo, da lui stesso tradotto, in italiano.
Si è poi passati ai poeti più vicini a noi, cominciando col prendere in considerazione NICHITA STANESCU (1908–1983) del quale la brava Cristina Gemalescu ha interpretato la poesia EMOTIE DE TOAMNA/EMOZIONE D’AUTUNNO, nelle due versioni italiana e romena.
Nichita Stanescu ha rinnovato la poesia rumena del dopoguerra, riconquistando la libertà della poesia pura. Suoi temi favoriti sono l’amore e l’eros. Di lui Miruna ha detto inoltre: “è un inventore linguistico e poetico, capace di creare uno spazio del sentimento diverso da quello conosciuto abitualmente: lo spazio dell’avventura poetica che fa rinascere, ricreando un suo linguaggio nuovo. Nichita Stanescu riconquista la libertà della poesia pura e malgrado all’apparenza la sua sia una poesia difficile, ottiene un grande successo di pubblico”.
La scelta è poi caduta su ANA BLANDIANA (1942), con la poesia CANDVA ARBORII AVEAU OCHI/UN TEMPO GLI ALBERI AVEVANO OCCHI, letta ancora dalla nostra brava Monica Andrasescu.
Ana Blandiana è conosciuta, come ha precisato Miruna Stefanescu, “sia come poetessa e scrittrice di talento sia come combattente per i diritti umani. Prima del 1989 ha avuto il coraggio di criticare apertamente Ceausescu in numerose interviste e dichiarazioni pubbliche, pagando il suo coraggio con vari periodi di reclusione”. E’ stato inoltre precisato che, secondo la Blandiana, “l’immortalità si otterrebbe immedesimandosi nell’universo, l’arte essendo una sorta di mutazione ontologica. La poetessa canta il confine tra il bene ed il male, la luce e la notte, l’interiore e l’esteriore, il paradiso e l’inferno. La morte è da lei vista come un rito nuziale; il senso finale della sua poesia è metaforico, emozionale, e visionario”.
A conclusione della panoramica della poesia romena è stato letto un testo diADRIAN PAUNESCU (1943), intitolato ENIGMATICI SI CUMINTI/ENIGMATICI E BRAVI.
Adrian Paunescu è “molto amato dai giovani, che ha conquistato grazie alle sue idee progressiste ed anche alla sua personalità dirompente. Vive con passione: i suoi sentimenti sono sempre portati al parossismo. La sua poesia è sociale, politica, epica, lirica. Abbina il sentimento lirico a quello polemico. I suoi versi per la loro musicalità e ritmo ritornano alla mente come un refrain. La sua poesia rivela l’anima romena, la coscienza nazionale ed etica e diventa un manifesto incendiario del terzo millennio. E’ stato inoltre uno scopritore di talenti”.
Successivamente alle poesie dei maggiori rappresentanti della letteratura romena, sono state proposte le poesie di un manipolo di poeti liguri contemporanei che proprio con i loro versi, nel secolo scorso, sono “immigrati” in Romania ad opera di Bruno Rombi. Bruno Rombi infatti ha svolto un’intensa attività di “esportatore di poeti italiani” in Romania, avendo curato e prefato, spesso insieme all’amico Stefan Damian, alcune antologie bilingui di poeti italiani (prevalentemente liguri, ma anche piemontesi e siciliani) oltre ad alcune raccolte antologiche di un drappello di poeti liguri contemporanei, che ora si apprestano, per usare le sue stesse parole, ad “una vera e propria invasione di campo durante questa serata dedicata alla Poesia Romena”.
I quattro poeti che costituiscono il manipolo rispondono ai nomi di: Bruno RombiElio AndriuoliMargherita Faustini e Guido Zavanone.
Di BRUNO ROMBI, l’accompagnatore ufficiale del manipolo, è stata letta, prima nell’originale e poi in rumeno, la poesia IL GIOCO CON DIO/JOCUL CU DUMNEZEU. Si è successivamente passati a ELIO ANDRIUOLI, conSTAGIONI/ANOTIMPURI, a MARGHERITA FAUSTINI con NOTTURNO/NOCTURNAe a GUIDO ZAVANONE, con AL REGISTA/REGIZORULUI. La lettura in romeno è stata fatta da Dora, Cristina, Raluca e Miruna, mentre quella in italiano da Bruno Rombi.
La serata si è poi conclusa con l’intervento del bravissimo Nelu, che, accompagnato dalla sua chitarra, ha cantato due suggestive canzoni romene, molto applaudite dal pubblico, che ha ascoltato con la massima attenzione.

Parte seconda: Le Poesie

Riportiamo qui di seguito le poesie che sono state lette giovedì 18 giugno, al SUQ di Genova, durante la manifestazione dedicata alla POESIA ROMENA. Ai testi in lingua originale fa immediatamente seguito la relativa traduzione. I testi romeni non riportano i caratteri particolari per ragioni tecniche.

POETI ROMENI
LUCIAN BLAGA 

EU NU STRIVESC COROLA DE MINUNI A LUMII / IO NON DISTRUGGO LA COROLLA DEI MIRACOLI (PRODIGI) DEL MONDO

MIHAI EMINESCU 
LUCEAFARUL
INGER DE PǍZA/ANGELO CUSTODE
CE TE LEGENI?…/PERCHÈ ONDEGGI?

NICHITA STANESCU
EMOTIE DE TOAMNA/EMOZIONE D’AUTUNNO

ANA BLANDIANA
CÂNDVA ARBORII AVEAU OCHI/UN TEMPO GLI ALBERI AVEVANO OCCHI

ADRIAN PAUNESCU
ENIGMATICI SI CUMINTI/ENIGMATICI E BRAVI

POETI ITALIANI TRADOTTI IN ROMENO
BRUNO ROMBI

CAND ZIUA ITI INTINDE VIATA/QUANDO IL GIORNO TI PORGE LA VITA

ELIO ANDRIUOLI
STAGIONI/ANOTIMPURI

MARGHERITA FAUSTINI
NOTTURNO/NOCTURNA

GUIDO ZAVANNONE
AL REGISTA/REGIZORULUI

LUCIAN BLAGA

EU NU STRIVESC COROLA DE MINUNI A LUMII

Eu nu strivesc corola de minuni a lumii
si nu ucid
cu mintea tainele, ce le-ntalnesc
in calea mea
in flori, in ochi, pe buze ori morminte.
Lumina altora
sugruma vraja nepatrunsului ascuns
in adancimi de intuneric,
dar eu,
eu cu lumina mea sporesc a lumii taina -
si-ntocmai cum cu razele ei albe luna
nu micsoreaza, ci tremuratoare
mareste si mai tare taina noptii,
asa inbogatesc si eu intunecata zare
cu largi fiori de sfant mister
si tot ce-i neinteles
se schimba-n neintelesuri si mai mari
sub ochii mei-
caci eu iubesc
si flori si ochi si buze si morminte.

(1919)

IO NON DISTRUGGO LA COROLLA DEI MIRACOLI (PRODIGI) DEL MONDO

Non distruggo la corolla dei prodigi del mondo,
e non stermino
con la ragione gli enigmi che incontro sul mio cammino,
nei fiori, negli occhi, sulle labbra o nei sepolcri.
La luce altrui
soffoca il fascino impenetrabile nascosto
nelle profondità del buio,
però io,
io con la mia luce ingrandisco il mistero del mondo.
Esattamente come con i suoi bianchi raggi la luna
non rende più piccolo, ma tremolante,
e aumenta ancora di più il mistero della notte,
così io arricchisco anche l’oscuro orizzonte
con gli alti fiori del santo mistero
e tutto ciò che è inintelligibile
si trasforma in maggiormente incomprensibile
sotto i miei occhi,
dato che io amo
e fiori e occhi e labbra e tombe.

(1919)

(Traduzione dal romeno di Stefan Damian e Bruno Rombi)

MIHAI EMINESCU

LUCEAFARUL
A fost o data ca-n povesti
A dost ca niciodata
Din rude mari imparatesti
O preafrumoasa fata.

Si era una la parinti
Si mandra-n toate cele
Cum e Fecioara intre sfinti
Si luna între stele.

Din umbra falnicelor bolti
Ea pasul si-l indreapta
Langa fereastra unde-n colt
Luceafarul asteapta.

Privea in zare cum pe mari
Rasare si straluce,
Pe miscatoarele carari
Corabii negre duce.

Il vede azi, il vede mani,
Astfel dorinta-i gata
El iar privind de saptamani,
Ii cade draga fata.

Cum ea pe coate-si rezima
Visand ale ei tample,
De dorul lui si inima
Si sufletu-i se umple.

COMMENTO DI MONICA ANDRASESCU e MIRUNA STEFANESCU ALLA POESIA LUCEAFARUL

La poesia che ho cantato, e’ un poema filosofico e sociale che mette in mostra l’incompatibilità tra l’artista sensibile ed intelligente e la società gretta e meschina che apprezza soltanto la parte materiale della vita ma è anche un poema d’amore che invita a riflettere sulla superficialità dei sentimenti umani. Formata da 99 quartine, la poesia è divisa in quattro parti corrispondenti a quattro momenti della storia d’amore tra Luceafarul, Lucifero, l’astro della notte, e Catalina una fanciulla di stirpe reale. Tutte le sere Catalina chiede al Luceafar di scendere da lei e trasformarsi in uomo così da potersi amare e lui, travolto dalla passione per lei, decide di chiedere al Demiurgo, il Creatore, la mortalità. Mentre lui fa il suo lungo viaggio verso suo padre, Catalina si lascia ingannare da un servo della corte chiamato Catalin e risponde alle sue promesse d’amore. Quando Luceafarul arriva dal Demiurgo, questi gli fa notare sulla terra la sua amata Catalina fra le braccia di un uomo, suo simile. Allora Luceafarul capisce che Catalina non potrebbe mai corrispondergli lo stesso amore che lui ha per lei. Gli ultimi versi esprimono perciò tutta la solitudine del poeta ed il suo disprezzo per il mondo che non lo capisce e non sa apprezzarlo.

MIHAI EMINESCU
INGER DE PAZA

Cand sufletul noaptea veghea in extaz
Vedeam ca in vis pe-al meu inger de paza,
Incins cu o haina de umbre si raze,
C-asupra-mi c-un zambet aripele a-ntins
Dar cum te vazui intr-o palida haina,
Copila cuprinsa de dor si de taina,
Fugi acel inger de ochiu-ti invins.

Esti demon copila, ca numai c-o zare
Din genele-ti lunge, din ochiul tau mare
Facusi pe-al meu inger cu spaima sa zboare,
El, veghea mea sfanta, amicul fidel?
Ori poate!…O, ‘nchide lungi genele tale,
Sa pot recunoaste trasaturile-ti pale,
Caci tu – tu esti el.

ANGELO CUSTODE

Quando la mia anima di notte vegliava in estasi,
Vedeva come in sogno il mio angelo custode,
Vestito con un abito di ombre e di luce,
Aprire su me le sue ali e sorridere;
Ma da quando t’ho visto nel tuo abito chiaro,
Fanciulla coperta di brama e di mistero
Quell’angelo è fuggito vinto dai tuoi occhi.

Saresti un demone, fanciulla, che solo con lo sguardo
Tra le tue lunghe ciglia, del tuo grande occhio
Hai fatto fuggire con spavento il mio angelo,
Lui, mio vigile santo, l’amico fedele?
Oppure è possibile!…Oh, chiudi le tue lunghe ciglia,
Sì che possa riconoscere la tua immagine pallida.
Perché tu – tu sei lui.

(Trad. di Stefan Damian e Bruno Rombi)

MIHAI EMINESCU
CE TE LEGENI?…

- Ce te legeni, codrule,
Fara ploaie, fara vant,
Cu crengile la pamant?
- De ce nu m-as legana,
Daca trece vremea mea!
Ziua scade, noaptea creste
Si frunzisul mi-l rareste.
Bate vantul frunza-n dunga -
Cantaretii mi-i alunga;
Bate vantul dintr-o parte -
Iarna-i ici, vara-i departe.
Si de ce sa nu ma plec,
Daca pasarile trec!
Peste varf de ramurele
Trec in stoluri randurele,
Ducand gandurile mele
Si norocul meu cu ele.
Si se duc pe rand, pe rand,
Zarea lumii-ntunecand,
Si se duc ca clipele,
Scuturând aripele,
Si ma lasa pustiit,
Vestejit si amortit
Si cu doru-mi singurel,
De ma-ngan numai cu el!

PERCHÈ ONDEGGI?

-Che ondeggi, mio bosco,
Senza piogge, senza venti,
Tutti i rami a terra spenti?
-Perché mai non ondeggiare
Se il mio tempo scade!
Scema il giorno, il buio sale,
Le mie foglie si fan rade.
Soffia il vento tra le fronde-
Il cantor me li disperde;
Da un lato s’egli batte-
Vien l’inverno, va l’estate.
Come non chinare il ramo,
Se gli uccelli se ne vanno!
Sopra i miei ramoscelli
Passan rondini a stuoli,
Sulle ali i miei pensieri,
La mia sorte, i miei giorni.
Se ne vanno a schiera a schiera,
Gli orizzonti annera,
Se ne vanno come istanti,
Dimenando le lor ali,
E mi lascian derelitto,
Appassito, svigorito,
Solo solo con l’affanno,
Unico mio compagno!

(Trad. Geo Vasile)

stanescu3NICHITA STANESCU

EMOTIE DE TOAMNA

A venit toamna, acopera-mi inima cu ceva,
cu umbra unui copac sau mai bine cu umbra ta.
Ma tem ca n-am sa te mai vad, uneori,
ca or sa-mi creasca aripi ascutite pana la nori,
ca ai sa te ascunzi intr-un ochi strain,
si el o sa se-nchida cu o frunza de pelin.
Si-atunci ma apropii de pietre si tac,
iau cuvintele si le-nec in mare.
Suier luna si o rasar si o prefac
intr-o dragoste mare.

EMOZIONE D’AUTUNNO

E’ arrivato l’autunno,
coprimi il cuore con qualcosa,
con l’ombra di un albero oppure meglio con l’ombra tua.
Ho paura a volte di non rivederti mai più,
che mi cresceranno ali sottili fino alle nuvole,
che ti nasconderai dentro un occhio straniero,
e lui si chiuderà con la foglia di assenzio.
E allora mi avvicino alle pietre e taccio,
prendo le parole e le annego nel mare,
fischio alla luna,
la faccio spuntare e la trasformo
in un grande amore.

num004blandiana
ANA BLANDIANA
CANDVA ARBORII AVEAU OCHI
Candva arborii aveau ochi,
Pot sa jur,
Stiu sigur
Ca vedeam cand eram arbore,
Imi amintesc ca ma mirau
Ciudatele aripi ale pasarilor
Care-mi treceau pe dinainte,
Dar daca pasarile banuiau
Ochii mei,
Asta nu imi mai aduc aminte.
Caut zadarnic ochii arborilor acum.
Poate nu-i vad
Pentru ca arbore nu mai sunt,
Sau poate-au coborat pe radacini
In pamant,
Sau poate,
Cine stie,
Mi s-a parut numai mie
Si arborii sunt orbi dintru-nceput…
Dar atunci de ce
Cand trec de ei aproape
Simt cum
Ma urmaresc cu privirile,
Intr-un fel cunoscut,
De ce, cand fosnesc si clipesc
Din miile lor de pleoape,
Imi vine sa strig -
Ce-ati vazut?…

UN TEMPO GLI ALBERI AVEVANO OCCHI
Un tempo gli alberi avevano occhi,
posso giurarlo,
so di certo
che vedevo quando ero albero,
ricordo che mi stupivano
le strane ali degli uccelli
che mi sfrecciavano davanti,
ma se gli uccelli sospettassero
i miei occhi,
questo non lo ricordo più.
Invano ora cerco gli occhi degli alberi.
Forse non li vedo.
Perché albero non sono più,
o forse sono scivolati lungo le radici nella terra,
o forse,
chissà,
solo a me m’era parso
e gli alberi sono ciechi da sempre.
Ma allora perché.
Quando mi avvicino
sento che
mi seguono con gli sguardi,
in un modo che conosco,
perché, quando stormiscono e occhieggiano
con le loro mille palpebre,
ho voglia di gridare -
Cosa avete visto?…

Adrian PaunescuADRIAN PAUNESCU
ENIGMATICI SI CUMINTI

Enigmatici si cuminti,
Terminandu-si rostul lor,
Langa noi se sting si mor,
Dragii nostri, dragi parinti.

Chiama-i Doamne inapoi
Ca si-asa au dus-o prost,
Si fa-i tineri cum au fost,
Fa-i mai tineri decat noi.

Pentru cei ce ne-au facut
Da un ordin, da ceva
Sa-i mai poti intarzia
Sa o ia de la inceput.

Au platit cu viata lor
Ale fiilor erori,
Doamne fa-i nemuritori
Pe parintii care mor.

Ia priviti-i cum se duc,
Ia priviti-i cum se sting,
Lumanari in cuib de cuc,
Parca tac, si parca ning.

Plini de boli si suferind
Ne intoarcem in pamant,
Cat mai suntem, cat mai sunt,
Mangaiati-i pe parinti.

E pamantul tot mai greu,
Despartirea-i tot mai grea,
Sarut-mana, tatal meu,
Sarut-mana, mama mea.

Dar de ce priviti asa,
Fata mea si fiul meu,
Eu sunt cel ce va urma
Dragii mei ma duc si eu.

Sarut-mana, tatal meu,
Sarut-mana, mama mea.
Ramas bun, baiatul meu,
Ramas bun, fetita mea,

Tatal meu, baiatul meu,
Mama mea, fetita mea.
Sarut-mana, tatal meu,
Sarut-mana, mama mea.

COMMENTO-RACCONTO DI MONICA ANDRASESCU ALLA POESIA ENIGMATICI E BRAVI
“Enigmatici e bravi” fa parte delle poesie a sfondo sociale di Adrian Paunescu in cui egli denuncia la situazione difficile delle persone anziane in una Romania soffocata dalla dittatura di Ceausescu in cui i figli avevano degli stipendi così bassi che non potevano assicurare una vecchiaia decente ai loro genitori.
Questa poesia è una preghiera a Dio affinché faccia diventare immortali i genitori e dia loro una nuova giovinezza e la possibilità di ricominciare un altra vita. Allo stesso tempo è anche un invito ai figli di apprezzare i sacrifici che i genitori hanno fatto per loro e di dare conforto e affetto agli anziani genitori pieni di acciacchi e sofferenti finché sono ancora in vita(“coccolate i genitori”).
Le parole della poesia esprimono amore, rispetto per i genitori e invitano i figli a non dimenticarli così come non devono dimenticare che nel ciclo della vita i figli di oggi saranno i genitori di domani.

POETI ITALIANI TRADOTTI IN ROMENO

Appoggiato a un libro fiorito ridotta

Rombi ridottoBRUNO ROMBI

IL GIOCO CON DIO

Quando giochi la tua partita con Dio
che credi ti abbia abbandonato
e nemico ti sia
ricordati che Dio non è malvagio,
anche quando ti regala il dolore,
e che non prende mai di mira un figlio
per il gusto di farlo soffrire.
Solo che ogni tanto gioca
a dadi, con te, puntando
su te che lo sorprendi,
e dai tuoi numeri trae la sorte
che poi ti ritrovi.
Qualche volta, vedendo che il tuo azzardo
è più forte che mai,
anche se hai già perso la partita
al gioco ti riammette
e tu riprendi a vivere quel tanto
che ti consente quando tu hai puntato.

27/3/2008

JOCUL CU DUMNEZEU

Atunci cand joci partida ta cu Dumnezeu
care crezi ca te-a parasit
si ca iti e dusman
adu-ti aminte ca Dumnezeu nu este rau,
nici chiar atunci cand iti daruieste durerea,
si ca nu loveste-intr-un copil
din placerea de a-l supune suferintei.
Numai atat ca uneori joaca
zaruri, cu tine, pariind
pe tine care il surprinzi,
si din numerele tale extrage soarta
pe care ti-o gasesti.
Cateodata, vazand ca norocul
ti-e mai puternic ca oricand
chiar daca ai pierdut partida
te-accepta iar la joc
si tu incepi iar sa traiesti atat
cat iti permite ceea ce-ai pariat.

Elio ridottaELIO ANDRIUOLI

STAGIONI

Un nuovo inverno. Ora nel fondo arrossa
la memoria il suo gelo. Si distende
su deserti di neve. Non un raggio
verrà a destarci. Più nessun richiamo
salirà chiaro a rinfrescarci il cuore.

Sopra le acque della morta gora
solo un lungo silenzio, un lungo oblio.

ANOTIMPURI

O alta iarna. Amintirea acuma-n
adinc roseste frigul sau. Se-ntinde peste
pustiuri de zapada. Nici o raza
ne va trezi, nici o chemare clara
nu va sui spre a-i aduce inimii racoarea.

Si peste moarte ape de canale
numai tacerea lunga si uitarea.

Faustini ridottaMARGHERITA FAUSTINI

NOTTURNO

Finestra ancora accesa.
Sulla poltrona a macchie
il vecchio infreddolito
aspetta invano
un lontano richiamo.

Racconta la sua storia
al cane che sonnecchia.

La notte scivola nell’alba
a rischiare la solitudine.

NOCTURNA

Fereastra inca luminata.
Pe fotoliul cu pete
infrigurat, batrinul
asteapta-n van
chemarea de departe.

Isi spune povestea
ciinelui atipit.

Si noaptea se preface-n zori
sa-i lumineze-nsingurarea.

Foto Guido ridottaGUIDO ZAVANNONE

AL REGISTA

Non biasimarmi
se recitata la parte
indugio, se ancora mi volgo
a guardare la scena.

Perché dissi poche battute,
in fretta,
senza intenderne il senso,
venuto dall’ombra stordito
in questa vampa di luci;
e mi fai cenno di uscire.

REGIZORULUI

Sa nu ma dojenesti
daca interpretindu-mi rolul
mai zabovesc, de inca ma intorc
sa vad iar scena.

Fiindca am dat numai putine replici
in graba,
fara a le intelege sensul,
venind la rampa, ametit
in aceasta vapaie de lumini;
si tu, imi si faci deja semn sa ies.

Ringrazio vivamente Monica Andrasescu che si è molto prodigata per la riuscita di questo lavoro, procurando e correggendo i testi in lingua romena.
Liliana Porro Andriuoli

Pubblicato in: on 27 aprile 2011 at 15:37  Lascia un commento  

Dichiarazione di valore dei titoli di studio stranieri – Diffidate dai traduttori che la rilasciano!

Numerosi clienti mi hanno chiesto non solo la traduzione giurata e corredata di Apostille in lingua italiana del loro diploma  ma, anche la dichiarazione di valore. Per correttezza ho fatto presente che la dichiarazione di valore del diploma viene rilasciata solo dalle autorità italiane presenti nei Paesi in cui i titoli sono stati rilasciati. Sono rimasta stupita quando il cliente ha richiamato poi per spiegarmi che tale dichiarazione si poteva ottenere anche in Italia dai traduttori. Miracolo! Secondo alcuni traduttori, basta fare una telefonata all’istituto che ha emesso il diploma per sentirsi autorizzati ad aggiungere del loro pugno sulla traduzione “Dichiaro che il presente diploma ha valore…”  o altro per la modica cifra di 120 euro. Che dire? Non è solo un abuso ma, è anche un falso in atto pubblico! Anche se per mera ignoranza alcuni istituti accettano tali documenti, altri no, motivo per cui ho deciso a riportare dal sito “Studiare in Italia” un articolo redatto da MIUR (Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca) in collaborazione con CIMEA e potenziato da CINECA.

Dichiarazione di valore in loco (DV)

Come è previsto dalla prassi internazionale in materia di riconoscimento-titoli, le università italiane verificano:

  • lo stato giuridico dell’istituzione che ha rilasciato un dato titolo straniero;
  • se il titolo stesso è autentico;
  • se appartiene al sistema educativo nazionale del Paese che lo ha rilasciato;
  • i diritti accademici e/o professionali che il titolo conferisce nel Paese di riferimento.

Per poter procedere a tali verifiche, occorrono fonti e strumenti informativi adeguati; fra quelli disponibili, le istituzioni italiane spesso preferiscono la cosiddetta “Dichiarazione di Valore” (DV), in quanto emessa da autorità italiane presenti nei Paesi in cui i titoli sono stati rilasciati. Il compito di redigere la DV è infatti assegnato alle competenti Rappresentanze diplomatiche italiane all’estero; in particolare, secondo le più recenti disposizioni (2007), tale compito è riservato esclusivamente alle Ambasciate e ai Consolati (e perciò non delegabile agli Istituti Italiani di Cultura).

La DV è un documento ufficiale, scritto in lingua italiana, che descrive sinteticamente un dato titolo di studio conferito a una determinata persona da un’istituzione appartenente a un sistema educativo diverso da quello italiano. E’ un documento di natura esclusivamente informativa, e quindi non costituisce di per sè alcuna forma di riconoscimento del titolo in questione; generalmente fornisce le informazioni qui elencate, utili per la successiva valutazione del titolo da parte delle autorità italiane competenti per le varie modalità di riconoscimento legale dei titoli esteri:

  1. stato giuridico e natura dell’istituzione rilasciante;
  2. requisiti di accesso al corso di studio conclusosi con quel titolo;
  3. durata legale del corso di studio e/o impegno globale richiesto allo studente in crediti o in ore;
  4. valore del titolo nel sistema/Paese che lo ha rilasciato, ai fini accademici e/o professionali.

Se ancora non sei in possesso della DV sul tuo titolo di studio secondario o di istruzione superiore, devi farne domanda alla Rappresentanza diplomatica italiana competente per territorio, allegando i seguenti documenti:

  • titolo estero in originale;
  • traduzione legale in italiano del titolo stesso.

Le Rappresentanze diplomatiche italiane rilasciano la DV utilizzando moduli differenti a seconda del tipo di corso e di istituzione a cui sono interessati i singoli candidati:

  1. Iscrizione a un’università:
    • Modello E, se il candidato è interessato a un CL (studi di 1° ciclo) o a un CLSu/CLMu (studi di 2° ciclo in medicina, odontoiatria, ecc.);
    • Modello L, se il candidato è interessato a un CLS/CLM (studi di 2° ciclo, ma in campi disciplinari diversi da in medicina, odontoiatria, ecc.).
  2. Iscrizione a un’istituzione Afam:
    • Modello E bis, se il candidato è interessato a un CDA1 (studi di 1° ciclo);
    • Modello L bis, se il candidato è interessato a un CDA2 (studi di 2° ciclo).

RICORDA

  • Nel caso che il titolo di studio sia stato rilasciato da un Paese la cui legislazione ne prevede la legalizzazione, le Rappresentanze diplomatiche italiane emettono la DV solo dopo che il titolo è stato legalizzato da parte dell’autorità competente di quel Paese (vai aLegalizzazione documenti).
  • Prima di emettere una DV, le rappresentanze diplomatiche italiane di norma controllano l’autenticità del titolo in questione.
  • La DV è utile a facilitare sia il riconoscimento, accademico o professionale, dei titoli di studio che l’inserimento nel mercato del lavoro (per es. quando si vuole lavorare in un settore privato evitando le procedure dell’equipollenza).

Fonte http://www.studiare-in-italia.it/studying/info-07.html

Quindi, è un documento ufficiale, scritto in italiano, che dà informazioni su un dato titolo di studio conseguito all’estero e sul suo valore nel Paese che lo ha rilasciato (ufficialità o meno dell’istituzione erogante, requisiti di accesso al relativo corso di studi, durata del corso, ecc.).
Tale Dichiarazione viene emessa dalle Rappresentanze Diplomatiche italiane all’estero (Ambasciate/Consolati) competenti per zona: per competente per zona si intende la Rappresentanza Diplomatica italiana più vicina alla città dell’istituzione che ha rilasciato il titolo straniero.

 

P.S. NON E’ UN PESCE DI APRILE!

GUIDA (non ufficiale) AL RICONOSCIMENTO DELLA PROFESSIONE DI INSEGNANTE IN ITALIA PER GLI ABILITATI CON TITOLO PROFESSIONALE CONSEGUITO IN UNIONE EUROPEA

ai sensi della Direttiva 2005/36/CE e del Decreto Legislativo  6 Novembre 2007, n. 206

 

I. Documenti di riferimento

-          Direttiva 2005/36/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 7 settembre 2005 che regolamenta il riconoscimento delle qualifiche professionali nell’ambito degli Stati membri  dell’Unione Europea, ratificata dall’Italia con Decreto Legislativo  6 Novembre 2007, n. 206

-          Decreto Legislativo  6 Novembre 2007, n. 206 “Attuazione della direttiva 2005/36/CE relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali, nonché della direttiva 2006/100/CE che adegua determinate direttive sulla libera circolazione delle persone a seguito dell’adesione di Bulgaria e Romania “;

II. Introduzione

Con il  decreto legislativo del 6 novembre 2007, n. 206, l’Italia ha ratificato la  Direttiva Europea 2005/36/CE relativa al sistema di riconoscimento delle qualifiche professionali conseguite all’interno dell’Unione Europea.

Tra queste, quella relativa all’insegnamento, che in Italia, come nel resto dell’U.E. è una professione regolamentata, ovvero può essere svolta solo previa acquisizione di idoneità o abilitazione.

Gli effetti di tale riconoscimento sono quelli previsti:

1)     dall’art. 4, comma 1 della citata Direttiva, ovvero: “Il riconoscimento delle qualifiche professionali da parte dello Stato membro ospitante permette al beneficiario di accedere in tale Stato membro alla stessa professione per la quale è qualificato nello Stato membro d’origine e di esercitarla alle stesse condizioni dei cittadini dello Stato membro ospitante.”

2)     Dall’art. 3, comma 1 del Decreto Legislativo  6 Novembre 2007, n. 206, ovvero: : “Il riconoscimento delle qualifiche professionali operato ai sensi del presente decreto legislativo permette di accedere, se in possesso dei requisiti specificamente previsti, alla professione corrispondente per la quale i soggetti di cui all’articolo 2, comma 1, sono qualificati nello Stato membro d’origine e di esercitarla alle stesse condizioni previste dall’ordinamento italiano.”

Questo significa che, una volta completato e superato l’iter necessario al riconoscimento, il titolo professionale conseguito in uno degli altri Stati U.E. è equiparato in tutto e per tutto a quello conseguito nello Stato ospite, consentendo all’interessato di svolgere la professione riconosciuta alle stesse modalità dei colleghi in possesso di qualifica professionale conseguita in Italia.

In ottemperanza a ciò, l’Italia ha previsto che anche i docenti abilitati in Europa possano accedere alla III fascia delle Graduatorie ad Esaurimento e alla II fascia delle Graduatorie di Istituto.

L’Autorità italiana competente per il riconoscimento delle qualifiche di insegnante nella scuola primaria e secondaria di I e II grado è il Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca – Direzione Generale per gli Ordinamenti del Sistema Nazionale di Istruzione e l’Autonomia Scolastica – Ufficio IX

III. Le premesse al riconoscimento

Il requisito fondamentale per poter presentare domanda di riconoscimento in Italia di titolo professionale di docente conseguito in uno Stato membro dell’U.E. è l’essere in possesso di un titolo di studio post-secondario e della necessaria formazione di carattere didattico-pedagogico, conseguiti in Stati U.E. e abilitanti nello Stato di origine all’insegnamento.

E’ perciò requisito fondamentale essere già in possesso di regolare idoneità/abilitazione nello Stato di origine, trattandosi di riconoscimento di tipo professionale e non di equipollenza di un titolo di studio.

La procedura descritta  si riferisce ESCLUSIVAMENTE a titoli conseguiti negli Stati dell’Unione Europea e quindi regolati dalla Direttiva 2005/36/CE. Per titoli conseguiti in Stati stranieri è necessario contattare il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca  e richiedere la procedura specifica che fa riferimento alla normativa di carattere nazionale.

La professione di insegnante in Italia si articola nelle “classi di concorso”, ovvero nell’elenco di discipline ed insegnamenti che il Ministero predispone e assegna ai vari ordini di scuola.

L’elenco delle classi di concorso vigenti è disponibile nei siti del Ministero. Trattandosi di normativa in evoluzione, è consigliato far riferimento al Ministero.

Prima di procedere alla domanda di riconoscimento è, quindi,  necessario individuare le classi di concorso dell’ordinamento italiano che più corrispondono alla propria formazione professionale posseduto.

E’ inutile, ad esempio,  presentare domanda di riconoscimento qualora si possieda un titolo professionale che consente, nel proprio Stato di origine,  l’insegnamento di una disciplina non presente nell’ordinamento italiano, Ad esempio, non è applicabile la procedura nel caso in cui l’interessato sia in possesso di una abilitazione all’insegnamento della lingua svedese, non essendo previsto tale insegnamento in Italia.

Come disposto dalla Direttiva, lo stato ospitante deve valutare le domande pervenute, verificare se il richiedente è in possesso dei requisiti richiesti e può, in caso, prevedere misure compensative nella forma di esami da sostenere o tirocinio di adattamento. E’ inoltre prevista la certificazione di una competenza linguistica tale da permettere di insegnare la propria disciplina nelle scuole italiane.

Si consiglia comunque di rivolgersi al Ministero per avere conferma di quanto riportato nel presente documento che potrebbe non tener conto di eventuali aggiornamenti o modifiche procedurali.

IV. Documentazione necessaria al riconoscimento

A) Modulo di domanda in bollo compilato in tutte le sue parti.

B) Documenti comprovanti l’abilitazione nello Stato di origine, ovvero:

  1. titolo di studio di livello universitario
  2. certificato attestante gli esami sostenuti con relative valutazioni, valutazione finale, scala di riferimento. E’ utile presentare, se disponibile, il Diploma Supplement
  3. certificati attestanti la formazione di carattere pedagogico (se non inclusa nel piano di studi di cui al punto 2) con relativi esami sostenuti
  4. dichiarazione di conformità alla Direttiva 2005/36/CE rilasciata dall’Autorità dello Stato di origine da cui risulti:
    1. che il titolo professionale conseguito ha valore giuridico nello Stato di origine
    2. che non è stato oggetto di revoca o annullamento
    3. quali sono le discipline di insegnamento oggetto dell’abilitazione e per quali gradi di scuola (es. matematica nella scuola secondaria di II grado)

Tutti i citati documenti devono essere accompagnati da traduzione in lingua italiana asseverata presso il Tribunale. Non è richiesta la legalizzazione consolare né l’Apostille.

Si raccomanda di non spedire gli originali ma una loro copia conforme con allegata  traduzione asseverata.

NOTA: non si deve allegare la cosiddetta “dichiarazione di valore in loco” rilasciata dai consolati italiani la quale non è più richiesta per i titoli conseguiti negli Stati U.E. e non ha alcuna utilità ai fini del riconoscimento professionale
C) Documenta attestante la competenza della lingua italiana, a titolo esemplificativo:

  1. il superamento dell’esame CELI 5 DOC presso l’Università per stranieri di Perugia
  2. una laurea conseguita in Italia
  3. un ciclo completo di istruzione svolto in una scuola in Italia o all’estero dove l’italiano è lingua primaria di insegnamento

Per approfondimento: si rimanda all’allegata Circolare Ministeriale n. 39 del 2005 che norma i requisiti di competenza della lingua richiesti per l’insegnamento.

La documentazione va prodotta in copia conforme.
D) Documenti attestanti l’eventuale esperienza professionale, come titoli di servizio (opportunamente legalizzati e tradotti se svolti in altri Stati) in copia conforme.

Nota: i servizi svolti in scuole dell’U.E. possono produrre punteggio in graduatoria, quindi è buona cosa inviare solo copie conformi dei certificati e trattenere gli originali per usi futuri.
E) curriculum vitae completo (preferibilmente in formato Europass)
F) copia di un documento di identità

Allegare ogni altro documento utile a comprovare la professionalità e l’esperienza maturata, come ad esempio studi successivi, master, ecc. Se svolti all’estero devono essere accompagnati da traduzione asseverata.

V. Come si svolge la procedura

Dopo l’invio dei documenti, la procedura richiede complessivamente circa 4 mesi, salvo il caso in cui la documentazione prodotta risulti insufficiente.

Entro 30 giorni, comunque,  l’Autorità italiana ha facoltà di richiedere eventuali integrazioni della documentazione.

Ha altresì il compito di verificare presso l’Autorità dello Stato d’origine la veridicità della documentazione prodotta. La presentazione di eventuali dichiarazioni mendaci o documentazione falsa o alterata, oltre a bloccare la procedura di riconoscimento,  può produrre sanzioni di carattere penale.

Tutta la documentazione verrà sottoposta alla valutazione  di una Conferenza di Servizi.
La procedura si conclude con:
- un decreto di riconoscimento incondizionato per una o più classi di concorso qualora dalla documentazione e dalla valutazione emerga una formazione ed un’esperienza completa;
- un decreto di riconoscimento condizionato dal superamento di eventuali misure compensative quali prove scritte o orali o tirocinio di adattamento, superate le quali si ottiene il riconoscimento incondizionato;
- un comunicazione di diniego qualora la richiesta non trovi corrispondenza all’ordinamento italiano, ad esempio si richieda un riconoscimento come “insegnante di lingua svedese” non essendovi alcuna classe di concorso corrispondente nell’ordinamento italiano o l’interessato non possa dimostrare l’abilitazione conseguita nello Stato di origine.
Qualora venga emesso un decreto incondizionato, esso sarà pubblicato nella gazzetta ufficiale e costituirà titolo di abilitazione all’insegnamento per una o più classi  di concorso indicate nel decreto.

Tale documento andrà allegato in copia semplice autocertificata, assieme al titolo professionale oggetto di riconoscimento (e sua traduzione) alle richieste di inserimento in graduatoria.

L’abilitazione così ottenuta permette, inoltre, di insegnare nelle scuole paritarie e operare come formatore (se previsto) nella formazione professionale gestita dalle Regioni.

Între mărţişor şi Ziua Femeii

Tradiţiile de 1 martie s-au schimbat foarte mult de la originele lor.

La geto-daci anul nou începea la 1 martie. Astfel, luna Martie era prima lună a anului. Calendarul popular la geto-daci avea două anotimpuri: vara şi iarna. Mărţişorul era un fel de talisman menit să poarte noroc, oferit de anul nou împreună cu urările de bine, sănătate, dragoste şi bucurie.

În trecut, pe data de 1 martie, mărţişorul se dăruia înainte de răsăritul soarelui, copiilor şi tinerilor – fete şi băieţi deopotrivă. Şnurul de mărţişor, alcătuit din doua fire de lână răsucite, colorate în alb şi rosu, sau în alb şi negru, reprezenta unitatea contrariilor: vară-iarnă, căldură-frig, fertilitate-sterilitate, lumină-întuneric. Şnurul era fie legat la mână, fie purtat în piept. El se poartă de la 1 martie până când se arată semnele de biruinţă ale primaverii: se aude cucul cântând, înfloresc cireşii, vin berzele sau rândunelele. Atunci, mărţişorul se leagă sau de un trandafir sau de un pom înflorit, ca să ne aducă noroc, sau se aruncă în direcţia de unde vin păsările călătoare, rostind: “Ia-mi negreţele şi dă-mi albeţele”.

Legendele spun că mărţişorul a fost tors de Baba Dochia. În timp, tradiţia s-a schimbat şi şnurului i-a fost adăugată o monedă de argint, care era asociată soarelui.

Cu banul de la şnur se cumpara vin roşu, pâine şi caş proaspăt pentru ca purtătorii simbolului de primăvară să aibă faţa albă precum caşul şi rumenă precum vinul roşul. În zilele noastre, mărţişorul are o valoare mai mult artistică, fiind confecţionat din aproape orice material.

Poetul George Coşbuc, într-un studiu dedicat mărţişorului afirma: “scopul purtării lui este să-ţi apropii soarele, purtându-i cu tine chipul. Printr-asta te faci prieten cu soarele, ţi-l faci binevoitor să-ţi dea ce-i stă în putere, mai întâi frumuseţe ca a lui, apoi veselie şi sănătate, cinste, iubire şi curăţie de suflet… Ţăranii pun copiilor mărţişoare ca sa fie curaţi ca argintul şi să nu-i scuture frigurile, iar fetele zic că-l poartă ca să nu le ardă soarele şi cine nu le poartă are să se ofilească.”

Astăzi, valoarea mărţişorului începe să fie data doar de creaţie artistică. Se confecţionează din orice şi poate să semnifice orice. Irina Nicolau spune: “Cândva, credeau în puterea magică a mărţişorului. Acum nu mai cred. Cândva, oamenii credeau că o babă a urcat la munte cu 12 cojoace şi a îngheţat. Acum nu mai cred. Şi nici nu vor mai crede vreodată. Tot ce pot este să cunoască povestea. Atât!

Ziua de 8 martie nu a fost aleasă întâmplător: în această zi avusese loc, la New York, în anul 1857, o mare mişcare de protest a ţesătoarelor incitate la “lupta de clasă” şi la abolirea valorilor tradiţionale (inclusiv a celor religioase), in spiritul ateo-materialist al stângii revoluţionare.

Pubblicato in: on 1 marzo 2011 at 18:34  Lascia un commento  

Test di lingua italiana per permessi di soggiorno di lungo periodo

Per via telematica le richieste di partecipazione e convocazione

 

Test d'italianoIl Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del ministero dell’Interno ha messo a punto la procedura informatica che dal 9 dicembre 2010 consente la gestione delle domande per la partecipazione al test di conoscenza della lingua italiana che dovranno sostenere gli stranieri che intendono richiedere il permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo.

Da quella data il cittadino straniero interessato ad ottenere il permesso CE di lungo periodo deve inoltrare per via telematica alla prefettura della provincia dove ha il domicilio la domanda di svolgimento del test, collegandosi al sito http://testitaliano.interno.it e compilando il modulo di domanda.

IL PROCEDIMENTO IN SINTESI – ESITI DEL TEST

L’istanza presentata on line viene acquisita dal sistema informatico del Ministero dell’interno e trasferita alla prefettura competente. Se la domanda risulta regolare, la prefettura convoca il richiedente entro 60 giorni dall’istanza, sempre per via telematica, indicando giorno, ora e luogo del test. In caso di irregolarità o mancanza di requisiti il sistema genera automaticamente e invia al richiedente una comunicazione con l’indicazione dei requisiti mancanti per consentire la rettifica delle informazioni. Se l’esito del test è negativo, lo straniero può ripetere la prova ed effettuare un’altra richiesta telematica. Se l’esito del test è positivo, lo straniero può presentare alla Questura la domanda di rilascio del permesso di soggiorno Ce per soggiornanti di lungo periodo.

IL SUPPORTO ALLA PROCEDURA PER L’UTENTE

Il richiedente che compila e inoltra la domanda ha a disposizione un servizio di assistenza (help-desk) che può contattare tramite un indirizzo e-mail indicato nel sito http://testitaliano.interno.it.
Il risultato del test, consultabile da parte del richiedente sul medesimo sito http://testitaliano.interno.it, viene inserito nel sistema a cura della prefettura competente, che lo mette a disposizione attraverso web service alla questura per le verifiche finalizzate al rilascio del permesso di soggiorno di lungo periodo.
Il Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del ministero dell’interno ha messo a disposizione degli utenti una presentazione in power point nella quale l’intera procedura è illustrata in tutte le sue fasi con puntuali richiami normativi, con disponibilità dei fac-simile della domanda on line.

Fonte: http://www.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/temi/immigrazione/sottotema001.html

Pubblicato in: on 28 febbraio 2011 at 15:07  Commenti (9)  

Auguri di Buon Anno a tutti voi! La mulţi ani!

Pubblicato in: on 31 dicembre 2010 at 16:15  Lascia un commento  

Concessione della cittadinanza italiana a cittadini rumeni residenti in Italia

I cittadini rumeni residenti in Italia possono chiedere, ai sensi dell’art. 9 della legge 5 febbraio 1992, n. 91,  comma 1, e successive modifiche e integrazioni (comprese le disposizioni di cui alla legge 15 luglio 2009, n.94), la  cittadinanza italiana che verrà concessa con decreto del Presidente della Repubblica,  su proposta del Ministro dell’Interno.

PUOI FARE LA RICHIESTA SE:

  • sei nato in Italia e vi risiedi legalmente da almeno 3 anni (art.9, c.1, lett.a);
  • sei figlio o nipote in linea retta di cittadini itlaiani per nascita, e risiedi legalmente in Italia da almeno 3 anni (art.9, c.1, lett.a);
  • sei maggiorenne, adottato da cittadino italiano, e risiedi legalmente in Italia da almeno 5 anni, successivi all’adozione (art.9, c.1, lett.b) ;
  • hai prestato servizio, anche all’estero, per almeno 5 anni alle dipendenze dello Stato Italiano (nel caso di servizio all’estero, non occorre stabilire la residenza in Italia e puoi presentare domanda alla competente autorità consolare) (art.9, c.1, lett.c);
  • sei cittadino U.E. e risiedi legalmente in Italia da almeno 4 anni (art.9, c.1, lett.d);
  • sei apolide o rifugiato e risiedi legalmente in Italia da almeno 5 anni (art.9, c.1, lett.e);
  • sei cittadino straniero e risiedi legalmente in Italia da almeno 10 anni (art.9, c.1, lett.f).

COSA DEVI FARE:

La domanda di cittadinanza va presentata alla Prefettura del luogo di residenza. Se risiedi all’estero, puoi presentare domanda alla competente Autorità diplomatico-consolare. L’istanza, compilata sull’apposito modello, sul quale va apposta una marca da bollo da 14,62 euro, deve essere corredata, oltre che dalla documentazione di rito, dalla ricevuta di versamento di un contributo pari a € 200,00.

DOCUMENTAZIONE RICHIESTA:

Alla domanda devi allegare:

  • estratto dell’atto di nascita completo di tutte le generalità*;
  • certificato penale del Paese di origine e degli eventuali Paesi terzi di residenza*;
  • certificato/i storico/i di residenza;
  • titolo di soggiorno;
  • certificato del casellario giudiziale e dei carichi pendenti;
  • stato di famiglia;
  • modelli fiscali (CUD, UNICO, 730) relativi ai redditi percepiti negli ultimi tre anni;
  • certificato di cittadinanza italiana del genitore o dell’ascendente in linea retta fino al II°grado (art.9 ,c.1, lett.a);
  • sentenza di adozione rilasciata dal Tribunale (art.9, c.1, lett.b);
  • documentazione relativa alla prestazione del servizio, anche all’estero, alle dipendenze dello Stato (art.9, c.1, lett.c);
  • certificato di riconoscimento dello status di apolide o dello status di rifugiato (art.9, c.1, lett.e) e art.16, c.2).

*Se sei stato riconosciuto rifugiato e non puoi produrre l’estratto dell’atto di nascita e/o il certificato penale, puoi produrre un atto di notorietà in sostituzione dell’atto di nascita e una dichiarazione sostitutiva di certificazione  in cui attesti la posizione giudiziaria nel tuo Paese.

Se al momento della presentazione dell’istanza la documentazione è irregolare e/o incompleta la Prefettura o l’Autorità diplomatico-consolare ti inviterà a regolarizzarla, fissandoti un termine, perché tu provveda all’ integrazione.

Se non provvederai nei termini richiesti, la Prefettura o l’Autorità diplomatico-consolare dichiarerà inammissibile la tua domanda. Il termine per la definizione del procedimento è di 730 giorni dalla data di presentazione della domanda, se questa è stata presentata con la documentazione regolare e completa.

Conclusasi favorevolmente l’istruttoria con l’acquisizione del parere della Prefettura o del Ministero degli Affari Esteri, accertato che non vi siano motivi ostativi per la sicurezza della Stato italiano, si predispone il provvedimento di concessione della cittadinanza.

Il decreto ti verrà notificato dalla Prefettura del luogo dove risiedi ovvero, se risiedi all’estero, dall’Autorità diplomatico-consolare.

Entro 6 mesi dalla notifica del provvedimento, devi prestare giuramento presso il Comune di residenza o presso l’Autorità diplomatico-consolare all’estero e dal giorno successivo al giuramento acquisterai la cittadinanza italiana.

CASI DI RIGETTO DELL’ISTANZA:

La legge attribuisce un ambito di discrezionalità nella valutazione degli elementi in possesso dell’Amministrazione. Il diniego può essere determinato oltre che dai motivi inerenti la sicurezza della Repubblica, anche da mancanza del periodo di residenza legale, insufficienza dei redditi del nucleo familiare, presenza di  precedenti penali, insufficiente livello di integrazione e scarsa conoscenza della lingua italiana.

 

Fonte: MINISTERO DELL’INTERNO

 

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