Regole per la buona traduzione

Introduzione

Lo scopo di questo documento è quello di delineare un insieme di linee guida alle quali cercare di attenersi quando si traduce un documento tecnico, un HOWTO, delle pagine di manuale o i messaggi di un programma, in seguito all’impegno di molti volontari in anni di traduzioni e revisioni sulle liste dei traduttori.

Ovviamente i destinatari principali di questo documento sono i novelli traduttori che si cimentano per le prime volte con le traduzioni di documenti tecnici, ma può anche servire per stabilire una base comune di regole su cui i traduttori più esperti possano fare affidamento.

È da tenere ben presente che queste regole non sono una verità rivelata, ma sono il frutto di discussioni avvenute negli anni e, pertanto, non pretendono di essere considerate assolute. Piuttosto, la validità di una traduzione non deve essere una condizione binaria, bensì un continuo di sfumature che attraversano l’intero spettro di verità.

La forma

  • Termini stranieri

    I termini stranieri vanno sempre lasciati nella loro forma pura, priva di flessione. Non debbono venire coniugati neppure al plurale, restando sempre nella loro forma singolare: questo è per evitare problemi con vocaboli dotati di plurale irregolare (“mouse” – “mice”) o con lingue poco conosciute (“kamikaze”, “pasdaran”, ecc.).

    Lo stesso trattamento va riservato per le forme terminanti in -ing, in cui va lasciato solo l’infinito del verbo.

    es. “Eseguire il link” invece che “Eseguire il linking”.

    Per quanto riguarda il genere, il termine assume quello che avrebbe se tradotto in italiano oppure quello che suona meglio dandogli un significato italiano. In caso di dubbio è consigliabile rifarsi all’uso comune (sempre che ne esista uno).

    es. “Ho comprato due mouse”, “Mandami i tuoi file”.

Rivolgersi all’utente

Mentre i testi inglesi usano solitamente rivolgersi direttamente al lettore, in italiano è una cosa da evitare in ogni modo, essendo preferibile usare forme impersonali per esprimere gli stessi concetti. Detto ciò, è anche necessario limitare l’uso del “si” impersonale, il quale tende a rendere le frasi pesanti e poco scorrevoli, privilegiando l’uso dell’infinito.

Esclamative e interrogative

Domande retoriche, frasi esclamative o interrogative e forme colloquiali sono da evitare, cercando di usare al loro posto una forma affermativa impersonale, che conferisce al programma un tono più professionale o, perlomeno, distaccato.

  • Traduzione letterale

    Compito del traduttore è di cercare di rimanere il più possibile fedele all’originale: questo non significa necessariamente tradurre letteralmente, bensì cercare di rendere perfettamente quanto esposto del documento originale. Più la traduzione è vicina all’originale, tanto questa è migliore, ma tale vicinanza non deve verificarsi a scapito della forma o della correttezza: a causa del diverso modo di costruire le frasi nelle varie lingue, spesso è da considerare migliore una traduzione che si distacca dall’originale ma è più scorrevole o più elegante.

  • Tradurre, non spiegare

    Questa è una massima valida per tutte le traduzioni tecniche. Una traduzione deve cercare di rendere esattamente ciò che è espresso dall’originale, senza sforzarsi di renderlo più chiaro o meno ambiguo, a meno di errori nell’originale che vanno corretti e segnalati agli autori.

    Ciò non vuol dire che le traduzioni debbano essere necessariamente letterali (anche se questo può essere comunque considerato un pregio): semplicemente non è compito del traduttore fare precisazioni su un testo ambiguo.

    Talvolta ciò può accadere in modo inevitabile per diversità della lingua: ad esempio il termine “free software” in italiano diviene “software libero”. Con una tale traduzione, tuttavia, diviene pressoché impossibile tradurre anche la precisazione che spesso viene fatta tra gli anglofoni: “free as in speech, not as free beer”.

    È per evitare casi come questi che il lavoro del traduttore non comprende la chiarificazione di un testo poco chiaro nella sua forma originale: in tali casi il comportamento migliore sarebbe quello di contattare l’autore originale e far presente che il testo contiene delle parti dubbie, sollecitandolo a chiarirle.

  • Traduzione di termini tecnici

    • Tradurre, non spiegare

      Anche per i singoli termini vale questa regola: bisogna guardarsi dal precisare più di quanto il termine stesso dica, onde evitare spiacevoli malintesi. Anche per questo una traduzione deve essere succinta, onde evitare di implicare più di quanto non sia necessario.

    • Non sorprendere gli utenti esperti

      Quando si trova davanti alla traduzione di un termine, un utente esperto deve trovarla naturale e deve poter risalire subito al termine originale.

      I tecnici generalmente conoscono il termine originale, pertanto la traduzione non deve essere fuorviante o più difficile da leggere di quest’ultimo, altrimenti è meglio lasciare il termine invariato.

      È da evitare soprattutto l’introduzione di termini arbitrari, in quanto questi rischiano di essere diversi da un testo all’altro, confondendo il lettore.

    • Corrispondenza 1:1

      Una traduzione tecnica deve essere l’unica traduzione possibile di un termine, in quanto il suo significato è talmente preciso e ben delimitato che chi la legge si aspetta di trovarla sempre uguale, come sempre uguale è il concetto che essa esprime.

      Oltre ad essere l’unica traduzione possibile di un termine, la buona traduzione traduce solo quel termine e non può essere confusa con null’altro, in modo che il termine originale e quello tradotto siano perfettamente equivalenti.

    • Autosufficienza

      Una buona traduzione non deve richiedere spiegazioni poste tra parentesi o di giri di parole per poter essere utilizzata; deve, anzi, fare in modo che non sia affatto necessario rigirare la frase originale.

    • Riconoscibilità

      Una buona traduzione deve essere riconoscibile da un tecnico in quanto la parola tradotta (in ordine di importanza):

      1. è comunemente usata dai tecnici del settore;
      2. traduce l’originale in maniera semanticamente fedele;
      3. traduce l’originale in maniera letteralmente fedele;
      4. assomiglia all’originale.

     

    • Eleganza

      Per essere una buona traduzione, la traduzione deve essere elegante in italiano: molte traduzioni per altri motivi molto valide sono pressoché inutilizzabili a causa della loro bruttezza e goffaggine.

    • Coerenza

      Effettuando una traduzione bisogna sforzarsi di restare omogenei con le traduzioni già fatte, in quanto traduzioni non coerenti tra loro diventano facilmente fonte di confusione per l’utente.

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