La traduzione: un tuffo nella cultura

Cosa si cela dietro l’apparentemente semplice atto del tradurre? Non si tratta, ovviamente, della mera trasposizione di un testo da una lingua all’altra, ma di un’attività che esula dalla mera dimensione linguistica per approdare a un universo molto più ampio, nel quale stabilire connessioni non solo tra sistemi di segni, ma anche – ed è questa una condizione necessaria – tra culture.

Alla luce di questa profonda relazione non è possibile parlare di mediazione linguistica senza prevedere l’attività complementare di mediazione culturale. Il termine “mediazione” suggerisce l’idea della traduzione come strumento per favorire l’incontro tra sistemi linguistici e culturali, il che consente in ultima istanza l’incontro tra popoli. Non stupisce, pertanto, che uno dei più famosi episodi di traduzione della storia dell’umanità già presentasse tali caratteristiche. Ci spostiamo al XVI secolo in terra messicana, quando una schiava azteca di nome Malinche, venduta in giovane età alla popolazione Maya, viene a sua volta ceduta agli Spagnoli di Cortés e, appresane rapidamente la lingua, diventa traduttrice ufficiale tra Conquistadores e Conquistados, i quali trovano così nella Malinche lo strumento per abbattere il grande muro che si frapponeva tra di loro, vale a dire l’impossibilità di comunicare.

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Nei secoli a seguire l’ufficio del traduttore si è consolidato sempre più, sino ad arrivare ai giorni nostri, quando la necessità di comunicare in un mondo altamente globalizzato è attestata dal lampante successo riscosso dalle agenzie di traduzione.
Cosa è richiesto, dunque, al moderno traduttore? Chiaro, un’ottima padronanza della lingua di partenza e della lingua meta è un requisito fondamentale, senza il quale è pressoché impossibile cimentarsi in un qualunque incarico traduttivo. Tuttavia, una solida base linguistica, per quanto auspicabile e a dir poco irrinunciabile, non è tutto. Vi sono, infatti, competenze addizionali da tenere in considerazione, le quali distinguono il lavoro ragionato e ponderato di un animale pensante – secondo la definizione aristotelica – dal lavoro povero e freddo di un sistema di traduzione automatica via web. Tenendo ben chiaro il valore di una traduzione “umana” da parte di un professionista del mestiere, occorre poi considerare che ogni ramo del sapere, ogni ambito di specializzazione, richiede ovviamente una soddisfacente preparazione nel campo tematico in questione, sia questo medico, economico, giuridico e via dicendo. Nel post di domani farò alcuni esempi concreti.

Autrice dell’articolo:
Silvia Alabardi
Dott.ssa in Lingue e Culture per la Comunicazione e la Cooperazione Internazionale
Traduttrice ES-EN-FR>IT
Jerago (Varese)

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